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Piedi per terra, portafoglio nel mondo

2026-06-10 12:51

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Piedi per terra, portafoglio nel mondo

Spesso ricevo domande che nascono da dubbi legittimi. Qualche giorno fa il Sig. Rossi, un cliente storico che, come molti, preferisce tenere i piedi b

Spesso ricevo domande che nascono da dubbi legittimi. Qualche giorno fa il Sig. Rossi, un cliente storico che, come molti, preferisce tenere i piedi ben piantati a terra, mi ha posto un quesito molto interessante.

Ho pensato di condividerlo con voi perché credo sia il punto di partenza perfetto per capire come muoversi oggi sui mercati.

Il dubbio del Sig. Rossi

"Senta, ma parliamoci chiaro: io vivo in Italia, compro italiano, mi fido di quello che vedo. Perché dovrei andare a cercare complicazioni investendo in America, in Asia o chissà dove? Tra cambi di valuta, guerre e mercati che non conosco, non è che sto solo cercando guai? Non stavamo meglio quando si faceva tutto 'in casa?"

La mia risposta (da consulente e da amico):

“Caro Sig. Rossi, la capisco perfettamente. L’istinto di protezione è quello che ci ha fatto sopravvivere per millenni! Però, mi permetta una piccola provocazione: lei stasera tornerà a casa su un’auto probabilmente tedesca o giapponese, userà uno smartphone americano per guardare una serie su una piattaforma californiana e, magari, berrà un caffè coltivato in Brasile.

La nostra vita è già internazionale. Perché i suoi risparmi dovrebbero essere gli unici a restare confinati?

Ecco tre motivi (semplici) per cui l'internazionalizzazione è la sua migliore amica:

  • Non mettere tutte le uova nello stesso paniere: Se l'economia italiana rallenta (e sappiamo che succede), avere un pezzetto di portafoglio che cresce grazie all'innovazione tecnologica della Silicon Valley o alla spinta manifatturiera asiatica è la sua rete di sicurezza.
  • Cogliere le occasioni dove nascono: Molte delle aziende che cambieranno il mondo nei prossimi 10 anni non parlano italiano. Restare solo entro i confini nazionali significa, purtroppo, chiudersi fuori da una festa bellissima.
  • Gestire il rischio (senza mal di testa): È vero, c'è il tema del cambio valuta e delle tensioni geopolitiche. Ma è proprio qui che intervengo io! Internazionalizzare non significa "andare allo sbaraglio", ma costruire un mix equilibrato dove, se una zona soffre, l'altra compensa.”

In poche parole: Investire all'estero non è un tradimento verso il Bel Paese, ma un atto di amore verso il proprio patrimonio. Significa dare ai propri risparmi il passaporto per andare a cercare rendimenti dove c'è più energia.

E voi?

Siete più come il Sig. Rossi della prima ora, un po' scettici, o siete pronti a far viaggiare i vostri investimenti?

Se avete dubbi su come sia composto oggi il vostro portafoglio o volete capire se siete "troppo italiani" (finanziariamente parlando!), scrivetemi o passate in ufficio. Prometto che il caffè lo scelgo io... rigorosamente miscela internazionale!

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