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Metti in conto l'inflazione

Più sale il prezzo dei beni che acquisti e dei servizi che utilizzi, meno valgono i tuoi soldi. L’inflazione, nel corso del tempo, può ridurre il potere di acquisto anche in maniera significativa se non si fa nulla per contrastarla.

Un tasso di inflazione apparentemente contenuto, ad esempio del 2%, può trasformare in soli 5 anni €.5.000 di oggi in €.4.529.

 

Nella pianificazione di un investimento è fondamentale tenere presente l’impatto dellinflazione. L’obiettivo di ogni investitore dovrebbe essere quello di incrementare il valore del proprio patrimonio a un tasso superiore rispetto a quello dell’aumento dei pressi dei beni di consumo. In altre parole, occorre perseguire rendimenti “reali” positivi, cioè depurati dell’effetto inflazione. Ad esempio, anche se tenere i soldi in banca può sembrare la scelta più prudente, bisogna considerare che ai tassi d’interesse nominali sui depositi va sottratto il tasso d’inflazione. Con il risultato che il tasso d’interesse reale, quello che conta davvero, può risultare decisamente ridotto, se non negativo come sta accadendo ora con un tasso d’inflazione attorno al 3%, valore che non si vedeva da parecchi anni e che probabilmente ci eravamo scordati che esistesse.

Nel lungo periodo, invece, gli investimenti più redditizi, e quindi più rischiosi, come quelli azionari, possono essere in grado di contrastare linflazione con maggiore efficacia.

Questo perché molte imprese hanno la possibilità di ridurre l’impatto dell’inflazione - sui loro profitti – e dunque difendere il valore delle proprie azioni – compensandolo con un aumento dei prezzi dei loro prodotti.

Quale è il tuo personale tasso di inflazione?

Un elemento interessante da considerare è il tasso di inflazione personale. Se l’indice dei prezzi al consumo rappresenta il dato oggettivo della variazione dei prezzi, tutt’altro è l’aspetto soggettivo della questione. Ognuno di noi avrà una percezione differente dell’aumento dei prezzi in ragione delle proprie abitudini di consumo.

Differente anche da quanto suggerito dai dati ufficiali sull’inflazione, che vengono calcolati su un campione rappresentativo della popolazione, le cui scelte possono discostarsi anche notevolmente dalle proprie. Ecco perché anto indicato dai mezzi di comunicazione si ha spesso l’impressione che l’incremento dei prezzi dei beni di consumo e dei servizi sia diverso da quanto indicato dai mezzi di comunicazione.

Non sottovalutare il potenziale dei mercati azionari

Non sempre è meglio un uovo oggi che una gallina domani. Anche perché il tempo può rilevarsi un valido alleato, capace di premiare i più pazienti.

E’ ciò che spesso succede con gli investimenti azionari, storicamente più remunerativi dei più prudenti investimenti in obbligazioni o liquidità, purché non si abbia fretta. Nel lungo termine la maggiore rischiosità delle azioni tende infatti a essere compensata da un maggior rendimento

Nel breve periodo i mercati azionari sono spesso dominati dai comportamenti speculativi e dall’instabile psicologia di molti investitori.

Risultato: nessuno può dire cosa succederà domani. Se allunghiamo lo sguardo su periodi più ampi, tendono a dominare i cosiddetti “fondamentali” (come i dati di bilancio) e l’andamento dell’investimento riflette il reale potenziale di crescita del titolo. L’investimento azionario non va quindi né demonizzato, né considerato una scorciatoia verso facili guadagni.

Non si può tuttavia farne a meno se si è alla ricerca di rendimenti superiori a quelli offerti da titoli di stato e liquidità. Infatti, se non si perseguono risultati di breve termine e si ha il sangue freddo per sopportare le inevitabili oscillazioni delle borse, il mercato azionario può rappresentare una marcia in più per il tuo portafoglio, o almeno per una parte di esso.

Difenditi diversificando

Diversificare è una vera e propria regola d’oro quando si costruisce un portafoglio. Concentrare tutto il patrimonio su un unico mercato o strumento finanziario, infatti è “rischioso” nella misura in cui si rimane eccessivamente legati alle sorti di quest’ultimo. Nel bene e nel male.

La storia dimostra che nessun mercato e nessuna asset class, è in grado di conseguire solo performance positive. Anzi, talvolta gli anni “migliori” sono seguiti da periodi particolarmente negativi. Normalmente mercai diversi tendono a comportarsi in modo divergente a seconda del momento. Poiché è difficile riuscire a prevedere quale mercato sarà quello vincente, investendo in mercati differenti puoi cercare di mitigare i rischi e dare maggiore equilibrio ai risultati del tuo portafoglio. A meno di crisi globali, l’eventuale andamento negativo di una componente, infatti può essere compensato con quello positivo di un’altra. Diversificare non significa solamente acquistare titoli di società differenti, ma anche di settori ed aree geografiche. Non da ultimo, per una diversificazione davvero completa è consigliabile investire su più strumenti finanziari o asset class, come le azioni, le obbligazioni, la liquidità, le matrie prime o il mercato immobiliare.

Naturalmente, come per qualsiasi ricetta che si rispetti, gli ingredienti vanno accuratamente pesati e mescolati, combinandoli in modo da soddisfare i propri “gusti”, cioè il proprio profilo di rischio/rendimento,  avendo sempre chiari gli obiettivi che si intende perseguire