Non investire equivale a non rischiare?

La risposta è NO

Se consumiamo tutto il reddito si corre il rischio di non essere in grado di superare eventuali difficoltà/imprevisti futuri; se invece si risparmia, ma non si investe in maniera corretta, si rischia di vanificare lo sforzo, in particolare per l’erosione del potere di acquisto dovuto all’INFLAZIONE.

Molti risparmiatori non investono per diffidenza e timore: il rischio degli investimenti può fare paura, specie se non si ha confidenza con i mercati finanziari.

Ma siamo sicuri che non investire equivalga a non correre rischi? Forse state dimenticando un piccolo particolare, la parola INFLAZIONE.

Certamente oggi è a livelli bassi ma questa situazione non durerà per sempre e l’incremento dei prezzi ha un potere erosivo incredibile sui risparmi che ritenete al sicuro “sotto il materasso”. Detto diversamente un investimento “sotto il materasso” in Italia dal 1900 al 2018 ha in media reso in termini reali il -8,1% ogni anno. Cioè ogni anno, risultava impossibile comprare l’8,15 dei beni e servizi comprati l’anno precedente.

L’italiano è un popolo di risparmiatori ma per svariati motivi - tra i quali la diffidenza verso le banche e la finanza, la pigrizia e le scarse competenze finanziarie - una buona percentuale dei risparmi viene lasciata “morire” sui conti correnti bancari non redditizi, oppure parcheggiata su strumenti di risparmio poco efficienti.

La Banca d’Italia stima che il 30% dei risparmi non viene investito affatto, questo dato è ca 1.400 MILIARDI.

Pertanto storicamente l’INFLAZIONE ha fatto sentire la propria presenza erodendo una buona fetta del potere di acquisto degli italiani.

Restando sul caso Italia in 118 anni l’impoverimento è tale per cui, fatto 100 un capitale ad inizio 1900 esso è stato eroso dall’inflazione fino a valere meno di 1 centesimo.

Se invece aveste investito un capitale di 100 in un portafoglio bilanciato internazionale a fine 2018 avreste raccolto un capitale (in termini reali) pari a 5.400, il potere di acquisto è cresciuto di circa 54 volte.

In termini reali (cioè depurato dall’effetto INFLAZIONE) dal 1900 ad oggi le azioni mondiali hanno mediamente reso il 5% all’anno, un paniere di obbligazioni mondiali l’1,90% all’anno, quindi un bilanciato 50-50 ha reso il 3,455 reale all’anno, la legge della CAPITALIZZAZIONE COMPOSTA ha fatto poi il resto. 

LA SOLUZIONE E’ INVESTIRE NEL LUNGO TERMINE: 

Investire a medio/lungo termine è stato storicamente fruttuoso, i rischi che gli investitori si sono assunti sono stati ripagati, e se non cambierà radicalmente la struttura dell’economia mondiale, è probabile che continui ad essere così (fra alti e bassi dei mercati finanziari).

Esistono investimenti per tutte le tasche, piccole o grandi, si può investire un po’ alla volta.

 

Ora tocca a voi prendervi cura del vostro futuro